FEDERICO BLANC

NAZIONALE SITTING VOLLEY

FEDERICO BLANC

alla ricerca di me stesso

Dal 1976 | Federico QUARANT’ANNI DI ESPERIENZE | l’iNGENiETTO (ingegnere & architetto), nasce a Pinerolo (Torino) il 31 marzo 1976. Solo 10 ore più tardi e sarebbe stato un pesce d’aprile! Podalico, hanno iniziato fin da subito a prenderlo per il c@#*; non curante si dedica agli studi tecnici, al lavoro e alla famiglia. Si laurea due volte con Lode al Politecnico di Torino: Ingegneria Edile nell’Ottobre 2000 e Architettura nel Dicembre 2013. Il lavoro, nel campo delle grandi opere, per oltre dieci anni lo porta a vivere all’estero tra Grecia, Sudan (dove incontra Emmy, del Kenya, oggi pazientissima moglie e mamma dei loro 2 bambini), Swaziland, Mozambico, Sud Africa, Laos, Singapore, India, Libano e Marocco.

2007-2013 | INCIDENTE E AMPUTAZIONE | Nel 2007 cade con il parapendio lungo le sponde della diga “Maguga” in Swaziland, procurandosi brutte fratture alle gambe che lo fermano a letto per 9 mesi (5 SENZA MAI POTERSI ALZARE). Riprende a viaggiare ma, a seguito dei numerosi interventi chirurgici (più di 30 in anestesia totale), contrae una brutta infezione alla gamba destra che lo costringe a 5 anni di lotta impari ed estenuante tra terapie sperimentali, antibiotici e pulizie chirurgiche. Matura così la consapevolezza della vita, riordina le priorità ed il 21/11/2012 decide per l’amputazione! La fede, la famiglia, gli amici, lo sport o il lavoro sono gli stimoli e gli obiettivi in grado di far germogliare la parte più forte e nascosta del nostro carattere: “Quando la vita ci mette alle corde, i super poteri emergono. Ho voluto io l’amputazione, ero determinato e appena tornato a casa avevo un’energia e una carica travolgenti! Di giorno lavoravo, in pausa pranzo seguivo la riabilitazione al cammino, la sera mettevo a letto i bimbi e studiavo fino a tardi per gli esami di architettura. Mi sentivo finalmente libero e volevo riprendere la mia vita!”.

2014 | TEAM ROBYDAMATTI | Fede si rialza grazie ad una protesi e nel Settembre 2014 conosce Roberto Bruzzone. L’incontro avviene sui colli bolognesi durante la prima edizione del Robydamatti Walk Camp. Ha inizio un bel rapporto di amicizia e confronto che si consoliderà col tempo portandoli a collaborare su molti progetti. “Avevo ripreso a camminare da circa un anno e la forza e l’equilibrio raggiunti mi spingevano, con ragionevole sicurezza, a sperimentare i miei nuovi limiti. Al camp ogni giorno era una conquista, era la preparazione al cammino del giorno seguente e poi a quello del giorno dopo e poi … a quello della vita”.

2015 | SITTING VOLLEY & NAZIONALE | Nel gennaio 2015 conosce il Sitting Volley, la pallavolo per disabili. Inizia a giocare nella squadra di Cesena (FC) e pochi mesi dopo è convocato dalla NAZIONALE ITALIANA per partecipare all’esordio italiano ai campionati Europei tenutisi a Warendorf (Germania) nell’ottobre dello stesso anno. “Il Sitting Volley è uno sport senza uguali in cui tutti, disabili e normodotati, sedendosi sul campo senza protesi o altri ausili sono allo stesso livello e possano confrontarsi alla pari. Questo racchiude un messaggio forte e positivo”. “Acquisire una disabilità nel corso della vita significa azzerare quasi tutto.
Ogni riferimento viene a mancare e gradualmente si è costretti a ricostruire la propria identità fisica e cognitiva prendendo le misure con la nuova realtà delle cose. Il segreto è non mollare e guardare sempre avanti, oltre i propri limiti”.

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Nessun ostacolo potrà fermarmi fino a quando la voglia di volare sarà maggiore della paura di cadere.