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Roberto Bruzzone

TREKKER / MOTIVATORE

ROBYDAMATTI

il camminatore con la gamba in spalla

Roby 38 anni , originario di Ovada (AL), di mestiere trekker e motivatore , ha dimostrato di avere una determinazione e una forza di volontà che lo hanno portato a fare tutto quello che voleva, nonostante le difficoltà ed è stato disposto ad avvicinarsi al cielo oltre i 6000 metri per provarlo. A 21 anni un incidente in moto apre a Roberto le porte dell’inferno e, ad anni di distanza, racconta : “andavo troppo forte per strada ed è stata colpa mia. Mi ricordo tutto di quei momenti: ero convinto che quel giorno sarei morto”. Una brusca caduta, poi un calvario che doveva essere di pochi mesi e che invece durerà quattro anni scanditi da sofferenze insostenibili. I medici devono amputargli le dita di un piede, un piccolo grande sacrificio che però non dà i risultati sperati e, per un ragazzo di ventuno anni, che è anche una promessa della boxe, la costrizione in un letto di ospedale è una pena anche peggiore.” Ho vissuto quattro anni di travaglio; dopo l’amputazione delle dita del piede ho subito molte altre operazioni. La parte malata, però, non guariva mai del tutto: io non riuscivo a camminare e avevo dolori lancinanti”. Roby forse potrebbe accontentarsi di una vita meno adrenalinica e appendere al muro le sue ambizioni sportive, ma una rinuncia del genere vorrebbe dire per lui morire lentamente. Ho pensato che dovevo continuare a credere in me stesso e nelle mie capacità, ho pensato che non dovevo solo camminare… “volevo correre”. Cosi si impunta, vuole che la gamba gli sia amputata dal ginocchio in giù “avevo realizzato che la mia vita motoria era finita in quel momento e da lì avrei preso la decisione più importante della mia vita”. La gamba gli è stata tagliata undici centimetri sotto il ginocchio “avevo sofferto cosi tanto che sono arrivato al punto di essere contento di vedermi senza la gamba”. Da qui inizia la rinascita di Roberto e, nonostante le tragedie familiari e le difficoltà di guarigione, risorge come la fenice. Roberto inizia ad usare una protesi per camminare.” I primi tempi faceva un male bestiale e tante volte ho pensato di aver fatto una cretinata, ora come faccio? Non mi sono mai arreso, però”. A volte può bastare di meno, ma Roby ha gridato :” ho avuto ragione!” dai 4061 metri della vetta del Gran Paradiso, dopo un anno dall’intervento. A convincerlo nel compiere la prima impresa è stato Alessio Alfier, suo preparatore atletico e amico. ” Dopo l’intervento ho ripreso a fare pugilato e iniziato a fare atletica, ma grazie ad Alessio ho scoperto il trekking a livelli estremi, lui è stato quello che mi ha detto : si può fare e devi fare cosi”. Quella scalata Roberto la fa in meno dei tempi normali di risalita per provarci una seconda volta in vista del kilimanjaro in tempi da record. Il palmare di Bruzzone conta anche : il Cammino di Santiago (781 km ), la conquista del KIlimanjaro (5895 mslm ), l’ascesa del monte Aconcagua (6100 mslm ), la traversata della Corsica (454 km), traversata del deserto della Nmibia (240 km ), ascesa alle sorgenti del Gange (India- Himalaya 5000 mslm ), traversata dal Perù alla Bolivia ( Ande 1895 km ). Roby è anche testimonial e collaudatore di protesi per la Ottobock Italia, azienda leader nel settore della protesica, motivatore ed è stato chiamato più volte a collaborare con varie TV nazionali e internazionali. Insomma: Roberto di strada ne ha fatta tanta e ne farà tanta, tanta ancora.

articolo di INFLY by Chiara Parodi

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Nessun ostacolo potrà fermarmi fino a quando la voglia di volare sarà maggiore della paura di cadere.